Suole Scarponi

25/01/2021

Potrà sembrare un difetto di fabbrica, ma in realtà si tratta di un fattore chimico spontaneo, detto idrolisi. Infatti non molti sanno che, se gli scarponi vengono utilizzati di rado, le suole si seccano e si induriscono (un caso analogo si può osservare per gli pneumatici delle auto).

Con il tempo, non solo le gomme delle auto o delle biciclette possono presentare cavillature e screpolature ma anche gli scarponi di qualità elevata possono subire tali segni di usura. Con la sua caratteristica ammortizzante, la schiuma di poliuretano (PU) funge da cuscinetto tra il piede e i contraccolpi da camminata.

La schiuma PU è estremamente elastica e sostiene, se usata correttamente come parte della suola, la stabilità del piede. Gli inserti morbidi rendono gli scarponi confortevoli e riducono lo stress degli arti inferiori.

Degli impatti esterni alterano la schiuma necessaria per l’ammortizzazione dei colpi sul piede e ne riducono gli effetti. Il processo degradativo è di tipo idrolitico – si parla anche di scarponi che scoppiano – che comporta una reazione chimico-fisica che può subentrare già dopo pochi anni e richiedere la sostituzione della suola anche se si tratta di scarponi di qualità elevata.

Elasticità grazie al movimento Non si tratta di un difetto del materiale o di lavorazione, bensì di un naturale processo degradativo. La schiuma morbida perde sempre più rapidamente le sue caratteristiche ammortizzanti. Meno si usa lo scarpone, più si accelera questo processo chimico-fisico. Il processo di alterazione inizia all’interno della soletta intermedia, passando inosservato dall’esterno. Dopo alcuni anni, anche la suola di uno scarpone ben curato e che sembra «sano» può staccarsi.

Consiglio: chi non ha consumato prima le scuole degli scarponi, fa bene a farle sostituire quando emergono i primi segni di un effetto idrolisi (dopo 7-10 anni).